"Fare previsioni è difficile. Soprattutto se riguardano il futuro."
(Niels Bohr, premio Nobel per la fisica)

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domenica 11 novembre 2012

Indici Usa vicini ai supporti...e Apple?

Settimana di correzione per tutti i "risk-on", con gli indici Usa che appaiono più deboli degli europei.
Interessante però la situazione grafica dei due indici principali e del titolo Apple, alle prese con una correzione importante (e non proprio inaspettata...).
SP500 weekly
L'indice S&P500 corregge con black candle, perde il primo supporto a 1.400 ed arriva subito sulla Kijun-sen weekly, in area 1.370. Supporti successivi a 1.350 e 1.335 (parte alta della Kumo).

Nasdaq Composite Weekly
Il Nasdaq Composite perde il supporto della Kijun-Sen ed arriva a contatto con la parte superiore della Kumo Cloud, importante (ed ampia) area di supporto, considerato il suo spessore.

Apple - weekly
Dopo un rialzo senza sosta ed alimentato anche da un trend ormai dominante, APPLE corregge del 22% dai massimi ed arriva vicina al test del precedente minimo in area $530, in corrispondenza della parte superiore della Kumo. Sarebbe interessante vedere un chiaro segnale dei prezzi su questi livelli, per un'eventuale ripresa del trend...ma qui sono in gioco componenti più emotive che fondamentali e tecniche ;)

Alla prossima....


venerdì 2 novembre 2012

Indice SP500: analisi tecnica alla ricerca (vana?) di un massimo

Prima di tutto...leggi il Disclaimer!

Se l'analisi tecnica è essenzialmente lo studio di pattern grafici che si ripetono nel tempo, il lavoro dell'analista dovrebbe concentrarsi sulla ricerca di configurazioni grafiche/statistiche che possano aiutarlo a leggere al meglio la situazione dei mercati, nella convinzione che l'assunto di base sopracitato sia veritiero.

Sto studiando il grafico dell'indice SP500 insieme all'indicatore RSI che, nelle mie analisi, non utilizzo per segnali di "ipervenduto" o "ipercomprato" che ritengo sostanzialmente inutili (sebbene molto comuni), ma come indicatore di momentum e "stato" del mercato (se supera i 70 siamo in "bullish bias", finché non si scende sotto i "30") e per le divergenze che, secondo la mia esperienza, rimangono valido indicatore di possibili inversioni del trend.

Dopo questa tediosa ma necessaria premessa, passiamo all'analisi.

Se lo ingrandisci, lo vedi meglio

Il grafico analizza l'indice S&P500 dal marzo 2009 ad oggi, su base giornaliera, in combinazione con un semplice indicatore RSI. Ho evidenziato con frecce rosse i punti di minimo delle precedenti correzioni che poi hanno generato un massimo inferiore al precedente e quindi hanno sancito la fine del trend rialzista ed i corrispondenti punti sull'indicatore RSI. I segmenti rossi indicano invece le divergenze tra prezzi ed indicatore.

In due occasioni su tre (maggio 2010 e giugno 2011) la correzione ha "spinto" l'indicatore fino all'area 30-32 con il massimo successivo che non ha raggiunto quota 70 (chiaro segnale bearish).
Nell'aprile 2012, al contrario, la correzione è avvenuta in un contesto di maggiore forza e l'RSI ha testato l'area dei 37 per poi risalire senza però intaccare la "bullish area" dei 70.
Allo stato attuale l'indice SP500 ha formato il suo minimo (temporaneo?) con l'indicatore in area 36.5, una lettura piuttosto simile a quella dello scorso aprile, ma sensibilmente superiore alle due precedenti evidenziate sopra (maggiore forza?).

Altra interessante indicazione: in tutte le tre precedenti occasioni (2010,2011 ed aprile 2012) l'imminente interruzione del trend è stata segnalata da evidenti divergenze tra prezzi (crescenti) ed RSI (decrescente), evidenziate sul grafico dai segmenti in colore rosso.

Per adesso non si è formata una divergenza tra indice ed indicatore e lo stesso si mantiene su valori di relativa "forza"; in queste condizioni si potrebbe pertanto pensare alla probabile formazione di una ulteriore gamba rialzista, prima dell'inizio di una correzione più profonda dei prezzi.

Rimango in osservazione ;)

Alla prossima...

domenica 17 giugno 2012

Analisi tecnica indici al 16 giugno 2012 con grafici

Prima di tutto...leggi il Disclaimer!

Dopo un settimana di rimbalzo sui mercati azionari (ed in vista delle ormai stra-famose "elezioni greche") è  il momento di analizzare i grafici degli indici principali, a contatto con livelli importanti.

L'indice Sp500 conferma la sua forza relativa rispetto agli omologhi europei; ha trovato perfetto supporto sulla sma200 e sui livelli 1270-1280 per rimbalzare e testare importanti resistenze.
Sotto 1.360 rimaniamo nell'ambito di un ritracciamento di un trend ribassista di medio termine.


Per gli indici europei Dax e Stoxx600 la strada da percorrere per un eventuale ripresa del rialzo è più lunga ed impervia. I due indici si trovano distanti dalla fascia di resistenza data dai precedenti minimi di Aprile 2012 ed ancora al di sotto della sma 200 (a differenza dello Sp500).
Importanti resistenze per il Dax sono la stessa sma200 ed i livelli 6.250 e poi 6.500. Sotto i minimi di giugno, probabile arrivo sui livelli di dicembre 2011.
Situazione simile per lo Stoxx600 che trova resistenza nella sma200 e sui livelli 245 e 253.
Interessante notare la formazione di un "testa e spalle rovesciato"  con neckline in area 245. 



Chiudo con uno sguardo (importante) al Dollar Index per le note correlazione con i mercati azionari.
Il grafico (in questo caso weekly) evidenzia un chiaro trend rialzista, che per il momento rimane solido. 
Dopo il raggiungimento del livello 83 i prezzi hanno formato due candele settimanali di leggera correzione e "scaricamento". Sopra 81.50 e 80.30 trend rialzista sempre in atto mentre sopra gli 83 si va direttamente sui massimi in area 88, con probabile e corrispondente debolezza degli indici azionari.



Prossime settimane importanti per verificare la direzione dei mercati nei prossimi mesi.

Alla prossima...




martedì 29 maggio 2012

Sp500: rimbalzino e primo ostacolo

Prima di tutto...leggi il Disclaimer!

Attenzione all'indice di riferimento Sp500 che oggi registra una seduta positiva, ma trova subito un ostacolo al rimbalzo e si ferma in area 1.335.
La correzione ribassista rimane intatta e le ultime sedute di rimbalzo non illudono (per adesso).
L'impressione è che ancora non ci sia stata la "capitolazione" tipica nella formazione di minimi importanti.
Mi piacerebbe vedere l'indice consolidare in area 1.260-1.270 per prendere in considerazione un eventuale long (sempre speculativo) e magari scovare qualche titolo eccessivamente penalizzato.
Per qualche speranza di ripresa, niente di nuovo finchè si rimane sotto il livello 1.353-1.355.
Ecco il grafico del future Jun2012:

Alla prossima....

lunedì 23 gennaio 2012

Azioni Usa a prezzi di saldo

Ogni tanto può essere interessante leggere le ottimistiche opinioni degli analisti, soprattutto quando si sbilanciano in previsioni tanto ambiziose...
Ecco alcuni spunti tratti da un articolo pubblicato oggi su Yahoo Finance

- le azioni Usa trattano ai livelli più bassi dal 1990, secondo i parametri fondamentali più comuni come P/Utili, P/Book Value e Dividend Yield
- il P/E ratio dell'indice Sp500 è attualmente pari a 13, valore più basso dal 1990 e sotto la media storica di 15
- il P/Book Value è a 2.05, valore più basso della media storica calcolata dalla fine degli anni settanta. Per raggiungere lo stesso ratio l'indice Sp500 dovrebbe raggiungere quota 1.491 (!!)
- per raggiungere la media storica del Dividend Yeld l'indice Sp500 dovrebbe raggiungere almeno quota 1.400
- alla fine del 2011 l'indice Sp500 aveva un Dividend Yield superiore del 13% al rendimento del Treasury 10 anni. Per trovare un rendimento dell'indice superiore a quello dei 10-Year Treasury dobbiamo tornare a prima del 1960...

Leggi l'articolo intero:

Alla prossima...



venerdì 30 dicembre 2011

"Big Picture" degli indici Usa

Pubblico, dal blog dell'ottimo Chris Kimble, questi due grafici di lungo periodo che mostrano il DowJones e lo Sp500 ancora alle prese con solide resistenze dinamiche.
Questo è il quadro alla chiusura del 2011...


Qui trovi  l'articolo completo: Wrestling with the “Big Patterns” di Chris Kimble

Alla prossima...

giovedì 29 dicembre 2011

Perchè il mercato continua ad ignorare Microsoft

Incubo dei "fondamentalisti", Microsoft continua ad essere ignorata dal mercato...
Perchè un titolo con un rating a tripla A, dividend yeld al 3%, una cassa netta pari a 47 miliardi di dollari (!!) ed un P/E di 9.5 sulle stime di utili per il 2012 continua e rimanere sostanzialmente fermo?
Le valutazioni di mercato trascurano il passato e sono quasi esclusivamente proiettate sulle aspettative future di utili.
Questo articolo su Seeking Alpha illustra nel dettaglio le ragioni per cui è meglio evitare Microsoft e spiega come e quando potremmo prenderla in considerazione per un "buy".

Alla prossima....

martedì 27 dicembre 2011

Dow Jones/Gold ratio in leggera ripresa

Avevamo lasciato l'ultimo aggiornamento del Ratio Dj/Gold allo scorso gennaio...
Ecco il grafico (ancora un pò artigianale) aggiornato alla chiusura pre-natalizia del 23 dicembre 2011:


Ratio in ripresa dai minimi di fine agosto in area 5,70, fino ai valori odierni in area 7,40 e superamento frazionale della media mobile a 200 sedute.
Ancora una volta da questo grafico non riesco a trarre strategie immediate di allocazione del portafoglio; evidente in ogni caso il trend ribassista del rapporto e, fatto secondo me non trascurabile, chi ha notato che l'ultimo minimo relativo del ratio è inferiore al precedente minimo di Marzo 2009 (minimo ancora in essere sugli indici)?

Alla prossima...

martedì 13 dicembre 2011

Sp500:preoccupanti analogie con il 2008

Ancora in tema di analisi tecnica tradizionale, ho osservato il grafico dell'indice benchmark sp500 con le classica media mobile a 200 giorni e le correlazioni con il cross valutario USD/CAD, con le medie mobili a 25 e 40 settimane.
Le possibili implicazioni non promettono niente di positivo per i mercati azionari e i risk asset in genere.
La parola ai grafici:


Tornando al famigerato 2008, nel mese di marzo l'indice forma un minimo di periodo (prima linea verticale a sx), ritraccia circa il 12% al rialzo (fino a maggio 2008) e, dopo aver testato al millimetro la sma200 (seconda linea verticale), riparte con la discesa che lo porta fino ai famosi minimi di marzo 2009 in area 675. 
Veniamo ai giorni nostri: l'indice ha temporaneamente arrestato la discesa fermandosi in area 1.100 punti lo scorso 3 ottobre (terza linea verticale). E' iniziato poi un rimbalzo di circa il 17%, terminato alla fine del mese di ottobre a circa 1.285 punti (ultima linea verticale a dx). In modo del tutto simile a quanto accaduto nel 2008 l'indice ha testato, e persino superato per due sedute, la sma200, con un successivo fallito test poche sedute dopo. Adesso l'indice sta correggendo di nuovo e rimane al di sotto della media mobile principale.
Un pattern molto simile, che se verificato avrebbe implicazioni negative per i mercati azionari.
Interessante osservare le conferme che troviamo nell'andamento del cross valutario UsdCad, che mi piace analizzare per la sua correlazione con i mercati azionari.


Il time frame è settimanale, con medie mobili semplici a 25 e 40 periodi.
La prima linea verticale a sinistra evidenzia il "golden cross" delle medie mobili avvenuto proprio nel mese di maggio 2008, periodo nel quale l'indice sp500 ha formato il suo massimo di periodo dopo il breve rimbalzo.
Il Dollaro ha iniziato una corsa al rialzo arrestatasi soltanto dopo circa 10 mesi (in corrispondenza con i minimi dell'indice di marzo 2009).
Nuova analogia con i "giorni nostri": lo scorso mese di ottobre di nuovo le medie mobili hanno incrociato al rialzo, con conseguente rafforzamento della divisa americana, confermata anche contro Euro ed altre valute come Nzd e Aud.
Se nelle prossime settimane non vi fossero particolari catalizzatori positivi, potremmo assistere ad una corposa caduta dei mercati azionari.
Il momento è decisivo e richiede massima attenzione...e soprattutto protezione.

Alla prossima...



domenica 19 giugno 2011

Indici azionari - importanti divergenze tra Usa ed Europa

Segnalo questa interessante Videoanalisi dal blog di Profste.
In particolare i segnali che provengono dall'indice Nasdaq, alle prese con i minimi dello scorso Marzo, rappresentano un campanello d'allarme per l'andamento futuro dei mercati azionari.
Le prossime settimane sono cruciali e sarà interessante osservare come si risolverà la divergenza in atto: saranno gli indici americani ad allinearsi a quelli europei o viceversa?
Guardate il video che sintetizza in modo molto efficace la situazione di incertezza: Videoanalisi dal blog di Profste.

Alla prossima...

venerdì 3 giugno 2011

Giugno mese debole per l'azionario - statistica sul DowJones

Condivido con tutti voi questo interessantissimo grafico che illustra i rendimenti medi mensili del Dow Jones dal 1950 ad oggi.
Fonte: www.chartoftheday.com
- Il mese migliore in assoluto è Aprile, con un rendimento medio di circa il 2%
- Soltanto due mesi registrano un rendimento medio storico negativo: Giugno e Settembre
- Il mese peggiore è settembre
- In linea del tutto teorica (che trascura ad esempio tutta la parte relativa alle commissioni) la strategia più profittevole prevede l'ingresso nel mercato alla fine del mese di settembre ed una uscita nel mese di Aprile....

Vedremo se anche questo mese di Giugno sarà allineato alla statistica...

Alla prossima...

venerdì 15 aprile 2011

Come guadagnare con gli SmartPhone


Eh, eh…so già che questo titolo mi porterà una valanga di traffico de-targetizzato (questa è per gli amanti della Seo…).

A parte gli scherzi, dopo mesi nei quali ho spulciato bilanci per scovare i migliori candidati dell mio prossimo “portafoglio tecnologico”,  ho trovato questo nuovo ETF (quotato in Dollari Usa) che offre la possibilità di investire in società coinvolte nell’inarrestabile business degli SmartPhone (li conoscete, vero?).


Il First Trust NASDAQ CEA Smartphone Idx (FONE) replica passivamente (nel più classico Etf style…) l’indice NASDAQ OMX CEA Smartphone.
Ecco la overview dell’indice, tratta direttamente dal sito Nasdaq OMX:
The NASDAQ OMX CEA Smartphone Index is designed to track the performance of companies engaged in the Smartphone segment of the telecom and technology sectors. The Index includes companies primarily involved in the building and design of handsets, hardware, software, and mobile networks associated with the development, sale, and usage of Smartphone’s. A Smartphone is defined as a wireless, mobile communication device offering advanced capabilities and functionalities, including web access, through the use of an identifiable operating system.”
L’indice opera un’ulteriore selezione all’interno del settore della Tecnologia e Telecomunicazioni, concentrandosi su aziende  che sono coinvolte nel segmento degli SmartPhone; si tratta quindi di produttori di apparecchi, di sviluppatori dei relativi software, componenti hardware, gestori di Reti e più in generale di aziende che svolgono tutte le attività correlate allo sviluppo, la vendita e l’utilizzo degli SmartPhone.
L’indice è di tipo “globale” con le aziende Usa rappresentate al 45% circa, seguite da quelle di Taiwan (11%) e Giappone (9%). La capitalizzazione delle aziende deve essere superiore a 250 milioni di $ e la media a 3 mesi dei volumi trattati quotidianamente deve essere pari almeno ad un milione di $ (vedi dettagli dell'ETF sul sito dell'emittente First Trust).
Pur trattandosi di un paniere molto specifico, non mancano le differenze nella lista dei titoli che lo compongono. Si trovano infatti noti produttori quali Htc Corp., LG Electronics, Research in Motion, mentre non manca una rappresentanza nel settore semiconduttori (Micron Technology, Stm, Arm Holdings, ecc…) ed un po’ a sorpresa non sfuggono titoli più tradizionali e maturi come Deutsche Telecom, France Telecom, Verizon e Telecom Italia (!).
Può essere uno strumento interessante per chi vuole un’esposizione in un settore che senza dubbio è soltanto all’inizio del previsto boom e non vuole rischiare la concentrazione su singoli titoli (o magari non ne vuole sapere di analizzare chilometri di bilanci e dati economici….).
L’orizzonte temporale di riferimento è sicuramente il lungo periodo e la rischiosità si può considerare medio-alta.
Insomma non è materiale per “cuori leggeri”, ma può riservare delle belle soddisfazioni  ai più coraggiosi e pazienti…

Quasi quasi inizio a liquidare lo short sull’obbligazionario (XSGL.MI) e celebro il mio ingresso nel mondo virtuale (perché nella realtà ne ho già uno---vedi foto in alto) degli SmartPhone

Alla prossima…


mercoledì 16 febbraio 2011

HANSEN NATURAL CORP – Un’ azione indispensabile

Pochi giorni fa avevo pubblicato uno screening momentum sui titoli USA del settore “Food & Beverage”. Casualmente ho letto proprio ieri un’intervista al gestore Rajiv Jain , della quale mi ha colpito in particolare questa affermazione:
«Nei prossimi anni guadagnerà in borsa soprattutto chi acquisterà titoli di aziende che producono cose che si possono bere, mangiare, fumare, tenere nel bagno o utilizzare per il tempo libero».
Questa conferma capita proprio nel momento in cui sto cercando possibili “market beaters” in settori difensivi e con prodotti indispensabili.
L’attuale trend dei mercati non mi convince perché non è nient’altro che la più ovvia conseguenza della mancanza di alternative redditizie e l’effetto più visibile dell’immissione di “fake money”. 
Non vorrei star fuori dal mercato, ma cerco di difendermi
Un titolo che mi piace particolarmente è Hansen Natural Corporation (HANS), attiva nello sviluppo, distribuzione e vendita di bevande analcoliche quali succhi di frutta, bevande multivitaminiche, energy drinks, ecc… 
Vediamo un po’ di numeri attraverso questa tabella che riassume i dati essenziali ed attribuisce un punteggio di valutazione finale (rating):

Tutti dati sono riferiti all’ultimo trimestre disponibile (settembre 2010).
Nota del 20 febbraio 2011 - Ho inserito un prospetto che tiene conto anche dei parametri Dividend Yeld% e "sostenibilità dividendi". 

Redditività sia storica che trailing molto interessante con ROE al 33% e ROA al 24%.
Tasso di crescita degli utili negli ultimi 5 anni del 59% ed ulteriore crescita del 17% rilevata nell’ultimo trimestre, anno su anno.
Anche le stime confermano le prospettive di crescita degli utili sia per l’anno corrente che a lungo termine (18% e 9,6% rispettivamente).
Situazione patrimoniale e finanziaria molto solida: LT Debt/Equity praticamente a zero, Current Ratio pari a 6 (!!) e FCF positivo.

Il titolo non si può definire sottovalutato (perché speriamo ancora di trovare un titolo vincente & sottovalutato?...): P/E attuale a 24,5 e P/E forward a 20,75, non da “bargain” ma giustificati da un ROE (netto) molto elevato.
PEG di 1,36 sulla stima degli utili per l’anno in corso e pari a 0,41 sulla crescita degli utili passati (più affidabili perché reali e non influenzati dagli umori degli analisti).
FCF yeld% non esaltante ed inferiore al tasso “risk free”.
Rating complessivo pari a 0,75 (massimo “1”).
La performance di circa +40% nell’ultimo anno fa rientrare questo titolo anche tra quelli selezionati con criteri momentum (vedi articolo "Selezione azioni Food & Beverage Usa").
In conclusione:
Hansen Natural Corporation mi piace perché fa parte di un settore stabile, vende prodotti “indispensabili”, poco influenzati dal ciclo economico e “trendy”.
Ha alle spalle tassi di crescita di utili e fatturato a due cifre e prospettive (stime) positive per il futuro, situazione finanziaria solida, redditività eccellente e multipli ancora sostenibili.
Da seguire.

Alla prossima…


mercoledì 9 febbraio 2011

Selezione azioni “Food & Beverage” Usa

Vi propongo il risultato di  uno stock screening effettuato attraverso un mix di criteri fondamentali e di momentum. I titoli che hanno superato questa prima prova saranno poi ulteriormente filtrati applicando criteri prettamente di tipo fondamentale ed in particolare di crescita in termini di utili su più orizzonti temporali, senza dimenticare i multipli di mercato (un adattamento del noto metodo Canslim…)
Proporrò i risultati definitivi successivamente all’analisi che effettuerò dopo l’uscita delle ultime trimestrali.
Ecco intanto i risultati del primo screening ed i criteri adottati (dati rilevati all’8/02/2011):

Symbol
Company Name
SAM
Boston Beer Company, Inc.
BCPC
Balchem Corporation
HANS
Hansen Natural Corporation
BG
Bunge, Ltd.
ABV
AmBev

Settore: Food & Beverage Usa
LT debt to equity ratio (debito a lungo termine/patrimonio netto)<= 0,55
Revenue Growth Rate last 3yr (crescita fatturato ultimi 3 anni) >0
EPS Growth Rate last 3 yr (crescita utili ultimi 3 anni) >0
26 week price change% (variazione % prezzo a 26 settimane): valore assoluto

Ordino i titoli ottenuti secondo la variazione percentuale del prezzo rilevata nel periodo scelto ed a ciascuno assegno un numero progressivo (Rank).
Calcolo la Forza Relativa di ciascun titolo attraverso questa formula:
Forza Relativa= (Rank/N.Titoli)x100
Ottengo quindi una numerazione con base “100” e seleziono soltanto i titoli che si trovano nei primi due centili (forza relativa maggiore o uguale di 80).
La lista ottenuta è la base per passare alla fase successiva nella quale scendo nel dettaglio ed analizzo la crescita degli utili, la presenza di Free Cash Flow, il multiplo P/E attuale rispetto ai valori degli ultimi  anni, un indice finanziario ed altro (che illustrerò a selezione conclusa dopo la pubblicazione delle trimestrali).
Analizzo poi i grafici delle azioni reduci dalla ferrea selezione e decido di acquistare quelle che presentano una situazione favorevole ad un rialzo dei corsi dal punto di vista prettamente tecnico.
Il metodo prevede una revisione su base trimestrale e la vendita dei titoli la cui forza relativa è scesa sotto il livello di 80. I “nuovi” titoli entrati a far parte della selezione vengono ovviamente sottoposti all’analisi con i criteri fondamentali esposti.

Alla prossima…
  

mercoledì 19 gennaio 2011

P/E ratio della borsa americana e la “Regola del 20”

Nei primi giorni di questo 2011 mi sono dilettato, in cerca di qualche spunto, nella lettura della mini-guida Come investire nel 2001, allegata al Corriere.
A parte la consueta sfilata di previsioni sulle varie asset class (che in post successivi proporrò in pillole) ho trovato un breve cenno ad una regola, a me sconosciuta, che farà la gioia degli amanti dei sistemi di investimento “automatici” (in questo caso in ambito approccio “fondamentale” e non “tecnico”). Si tratta della cosiddetta “Regola del 20, ovvero investire in borsa (intesa qui come mercato azionario) quando la somma del P/E  e dell’inflazione è al di sotto della soglia, appunto, di 20.
Facile no?
Vediamo allora un po’ di dati: il P/E dell’indice SP500, calcolato sugli utili ormai definitivi del 2010, è pari a circa 15 , mentre il tasso di inflazione (variazione annuale indice CPI Usa) calcolata in dicembre 2010 è pari a 1,49%.

CPI (annual variation %) - Fonte: multpl.com
Direi che siamo ben al di sotto della fatidica soglia…dunque…ancora LONG?

Approfondiamo la ricerca con un dato che mi piace di più del P/E ratio più diffuso, calcolato sugli ultimi dati di profitto disponibili. Si tratta del “P/E 10 ovvero del rapporto tra prezzo del titolo (in questo caso il valore dell’indice) e la media degli utili degli ultimi 10 anni, depurati dall’inflazione.

P/E 10 - Fonte: multpl.com
La visione cambia profondamente. Da una situazione di potenziale sottovalutazione (o “convenienza” dei prezzi dei corsi azionari) rilevata anche dal valore del P/E inferiore alla media storica di 18, si passa ad un quadro in cui gli attuali prezzi non sembrano poi così “ a saldo”, visto che il valore del P/E 10, pari a 23.56 è superiore ( di oltre il 40%!!) alla sua media storica che è di 16.39 (vedi dati sotto).
Current S&P 500 PE Ratio: 23.56 -0.16 (-0.65%)
Mean: 16.39 

Median: 15.77 

Min: 4.78 (Dec 1920)
Max: 44.20 (Dec 1999)


(Fonte: multpl.com)

Ovviamente analizzare gli indici lascia il tempo il tempo che trova, visto poi che all’interno degli stessi ogni titolo ha una storia a se stante, ma personalmente mi piace ogni tanto far cadere l’occhio su questi dati che sono utili per aver una visione di insieme, soprattutto dopo che le borse hanno “galoppato” un bel po’.  
Alla prossima con altri spunti per il 2011...