"Fare previsioni è difficile. Soprattutto se riguardano il futuro."
(Niels Bohr, premio Nobel per la fisica)

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domenica 6 marzo 2016

3 motivi per essere ribassisti

Prima di tutto...leggi il Disclaimer! 
L'indice S&P500 ha corretto del 14,5% rispetto ai massimi di novembre (valori intraday) ed è successivamente rimbalzato del 10,5% dai minimi dell'11 febbraio scorso.
Escursioni di questo tipo sono il sintomo di un mercato nervoso ed un segnale di forte incertezza; orsi e tori sono arrivati alla resa dei conti, fronteggiandosi corpo a corpo. 
Qualcuno soccomberà e da lì inizierà il prossimo movimento importante dei mercati.

Quando? In quale direzione?

Ovviamente non conosco la risposta a queste domande, ma oggi mi soffermo su 3 elementi che potrebbero indicare un esito favorevole ai ribassisti:

giovedì 29 dicembre 2011

Perchè il mercato continua ad ignorare Microsoft

Incubo dei "fondamentalisti", Microsoft continua ad essere ignorata dal mercato...
Perchè un titolo con un rating a tripla A, dividend yeld al 3%, una cassa netta pari a 47 miliardi di dollari (!!) ed un P/E di 9.5 sulle stime di utili per il 2012 continua e rimanere sostanzialmente fermo?
Le valutazioni di mercato trascurano il passato e sono quasi esclusivamente proiettate sulle aspettative future di utili.
Questo articolo su Seeking Alpha illustra nel dettaglio le ragioni per cui è meglio evitare Microsoft e spiega come e quando potremmo prenderla in considerazione per un "buy".

Alla prossima....

venerdì 2 settembre 2011

Per gli amanti della statistica...

Interessante grafico di confronto "storico" dei massimi di mercato dello scorso Giugno, rispetto ai precedenti picchi del marzo 2000 e Ottobre 2007
I parametri utilizzati per la comparazione sono: ampiezza dei movimenti, P/E forward (attenzione, non P/E trailing..) dei tre picchi, Dividend Yeld, rendimento Treasury 10yrs...
Un'anticipazione: tutti i dati sono manna per i rialzisti...

Alla prossima...


giovedì 11 agosto 2011

Dal pensiero all'azione: Diasorin entra in portafoglio

Avevo già confessato le mie preferenze per questo titolo nel post "Riflessioni su alcuni titoli italiani".Adesso il titolo entra il portafoglio e spero vi rimanga per lungo tempo
Ho osservato con calma il sell-off dei giorni scorsi, studiandomi nel frattempo la semestrale di DIASORIN (DIA.MI), che mi ha fornito le conferme che aspettavo.
Vediamo il confronto YoY in questa tabella:

Che dire? 
-Fatturato, utile e margini in crescita sostenuta
-Capitale circolante in aumento in termini assoluti, ma con incidenza decrescente sul fatturato (e questo è positivo...). 
-Free cash flow margin al 16,5%!
-P/E ttm tra 15 e 16, inferiore al tasso di crescita degli utili nei 5 anni passati (51%), uguale al tasso di crescita Long term previsto (15,9%) ed inferiore al tasso di crescita dell'EPS per l'anno in corso ed il prossimo (19%). 

Ecco il consueto foglio excel che riassume i principali dati quantitativi ed assegna un "rating" finale:


Il rating complessivo di 84 colloca Diasorin nella mia lista dei preferiti; la regola è quella di approfondire lo studio di titoli con rating superiore o uguale a 70.

Vediamo infine il dato più strettamente "tecnico", ovvero l'andamento del titolo lungo diversi orizzonti temporali e la forza relativa rispetto all'indice FTSEMIB:


Velocità (in termini variazione percentuale giornaliera) ovviamente in discesa, ma interessante sovraperformance rispetto all'indice principale (forza relativa>0), anche se nell'ultimo mese i valori si sono praticamente allineati.


NOTA: leggi bene il Disclaimer nel box a destra di questa pagina. Il Blog contiene soltanto opinioni personali, le quali in alcun modo devono intendersi come consigli, suggerimenti, indicazioni di alcun tipo, nè tantomeno di natura finanziaria.


Alla prossima...



lunedì 18 luglio 2011

Rilfessioni su alcuni titoli italiani

Di nuovo una giornata da ricordare per il nostro indice FTSEMIB...di nuovo sui minimi.
Trovare oggi una collocazione ottimale della liquidità non è un compito facile, ma credo sia il momento di spulciare qualche bilancio, anche qui nella tanto bistrattata Italia...
Sto seguendo in particolare DIASORIN, INDESIT ed ENI (?), si anche ENI che si avvicina a dei livelli secondo me interessanti. 
Dalle analisi effettuate in attesa delle prossime trimestrale in calendario a breve:
DIASORIN: mi piace anche troppo, ma non è economica. Mi piacerebbe prenderla ben più in basso, ma il rischio è quello di sempre, ovvero attendere che un buon titolo diventi economico, per poi pagarlo di più nel tempo...Attendo la trimestrale e decido (anche con un pò di analisi grafica).
INDESIT: letteralmente massacrata dal mercato, quota a multipli interessanti (P/E=6, P/FCF=10), scontando una crescita futura molto bassa (consensus al 5%). Magari il mercato ha ragione, ma l'azienda è una dei leader nel settore ed ha intrapreso la strada dell'innovazione. Adesso incorpora lo scenario peggiore, ma potrebbe essere una scommessa...Vediamo anche qui la trimestrale...
ENI: penalizzata dal mercato soprattutto per le note vicende libiche. Dividend Yeld interessante e multipli bassi.  Ce lo prendiamo il titolo emblema del cassettista puro? Vedremo (se non altro per il dividendo...).
Intanto oggi ho accumulato un pò di posizioni long sull'oro (PHAU.MI), mentre questo certificato che avevo acquistato per proteggere il portafoglio ed affrontare la volatilità in arrivo...si sta muovendo bene. (BCVSXX.MI).
The show must go on...

Alla prossima


martedì 7 giugno 2011

Analisi Fondamentale DIASORIN....in arrivo...

In questi giorni sto "raccogliendo le idee" per pubblicare prossimamente un'analisi del titolo DIASORIN, quotato a Piazza Affari.

Vi preannuncio che il titolo mi piace e soddisfa quasi al 100% i miei criteri di valutazione... Ovviamente aggiornerò anche la situazione dal punto di vista dell'analisi grafica.

A presto...

domenica 13 marzo 2011

Minimi di periodo e analisi titoli SPMIB

Segnali alcuni post interessanti pubblicati su due blog che seguo regolarmente:

Breve cronistoria dei minimi di inizio Primavera - di Francesco Caruso. Analisi statistica dei minimi rilevati negli ultimi 20 anni nei mesi di Marzo ed Aprile sull'indice SP500.

Dal blog "Analisi Fondamentale" di Ric:

Analisi fondamentale del titolo Parmalat -  Bilancio solido, ma redditività e prospettive di crescita limitate...

Analisi fondamentale del titolo Piaggio - multipli di valutazione un pò "generosi"...

Analisi fondamentale del titolo Ansaldo STS - view positiva, ma...

Il trend monitor non rileva variazioni rispetto alla scorsa settimana. Ecco quindi la tabella con i valori al 4 marzo scorso (trend monitor del 4 marzo 2011).

Alla prossima...

mercoledì 16 febbraio 2011

HANSEN NATURAL CORP – Un’ azione indispensabile

Pochi giorni fa avevo pubblicato uno screening momentum sui titoli USA del settore “Food & Beverage”. Casualmente ho letto proprio ieri un’intervista al gestore Rajiv Jain , della quale mi ha colpito in particolare questa affermazione:
«Nei prossimi anni guadagnerà in borsa soprattutto chi acquisterà titoli di aziende che producono cose che si possono bere, mangiare, fumare, tenere nel bagno o utilizzare per il tempo libero».
Questa conferma capita proprio nel momento in cui sto cercando possibili “market beaters” in settori difensivi e con prodotti indispensabili.
L’attuale trend dei mercati non mi convince perché non è nient’altro che la più ovvia conseguenza della mancanza di alternative redditizie e l’effetto più visibile dell’immissione di “fake money”. 
Non vorrei star fuori dal mercato, ma cerco di difendermi
Un titolo che mi piace particolarmente è Hansen Natural Corporation (HANS), attiva nello sviluppo, distribuzione e vendita di bevande analcoliche quali succhi di frutta, bevande multivitaminiche, energy drinks, ecc… 
Vediamo un po’ di numeri attraverso questa tabella che riassume i dati essenziali ed attribuisce un punteggio di valutazione finale (rating):

Tutti dati sono riferiti all’ultimo trimestre disponibile (settembre 2010).
Nota del 20 febbraio 2011 - Ho inserito un prospetto che tiene conto anche dei parametri Dividend Yeld% e "sostenibilità dividendi". 

Redditività sia storica che trailing molto interessante con ROE al 33% e ROA al 24%.
Tasso di crescita degli utili negli ultimi 5 anni del 59% ed ulteriore crescita del 17% rilevata nell’ultimo trimestre, anno su anno.
Anche le stime confermano le prospettive di crescita degli utili sia per l’anno corrente che a lungo termine (18% e 9,6% rispettivamente).
Situazione patrimoniale e finanziaria molto solida: LT Debt/Equity praticamente a zero, Current Ratio pari a 6 (!!) e FCF positivo.

Il titolo non si può definire sottovalutato (perché speriamo ancora di trovare un titolo vincente & sottovalutato?...): P/E attuale a 24,5 e P/E forward a 20,75, non da “bargain” ma giustificati da un ROE (netto) molto elevato.
PEG di 1,36 sulla stima degli utili per l’anno in corso e pari a 0,41 sulla crescita degli utili passati (più affidabili perché reali e non influenzati dagli umori degli analisti).
FCF yeld% non esaltante ed inferiore al tasso “risk free”.
Rating complessivo pari a 0,75 (massimo “1”).
La performance di circa +40% nell’ultimo anno fa rientrare questo titolo anche tra quelli selezionati con criteri momentum (vedi articolo "Selezione azioni Food & Beverage Usa").
In conclusione:
Hansen Natural Corporation mi piace perché fa parte di un settore stabile, vende prodotti “indispensabili”, poco influenzati dal ciclo economico e “trendy”.
Ha alle spalle tassi di crescita di utili e fatturato a due cifre e prospettive (stime) positive per il futuro, situazione finanziaria solida, redditività eccellente e multipli ancora sostenibili.
Da seguire.

Alla prossima…


mercoledì 9 febbraio 2011

Selezione azioni “Food & Beverage” Usa

Vi propongo il risultato di  uno stock screening effettuato attraverso un mix di criteri fondamentali e di momentum. I titoli che hanno superato questa prima prova saranno poi ulteriormente filtrati applicando criteri prettamente di tipo fondamentale ed in particolare di crescita in termini di utili su più orizzonti temporali, senza dimenticare i multipli di mercato (un adattamento del noto metodo Canslim…)
Proporrò i risultati definitivi successivamente all’analisi che effettuerò dopo l’uscita delle ultime trimestrali.
Ecco intanto i risultati del primo screening ed i criteri adottati (dati rilevati all’8/02/2011):

Symbol
Company Name
SAM
Boston Beer Company, Inc.
BCPC
Balchem Corporation
HANS
Hansen Natural Corporation
BG
Bunge, Ltd.
ABV
AmBev

Settore: Food & Beverage Usa
LT debt to equity ratio (debito a lungo termine/patrimonio netto)<= 0,55
Revenue Growth Rate last 3yr (crescita fatturato ultimi 3 anni) >0
EPS Growth Rate last 3 yr (crescita utili ultimi 3 anni) >0
26 week price change% (variazione % prezzo a 26 settimane): valore assoluto

Ordino i titoli ottenuti secondo la variazione percentuale del prezzo rilevata nel periodo scelto ed a ciascuno assegno un numero progressivo (Rank).
Calcolo la Forza Relativa di ciascun titolo attraverso questa formula:
Forza Relativa= (Rank/N.Titoli)x100
Ottengo quindi una numerazione con base “100” e seleziono soltanto i titoli che si trovano nei primi due centili (forza relativa maggiore o uguale di 80).
La lista ottenuta è la base per passare alla fase successiva nella quale scendo nel dettaglio ed analizzo la crescita degli utili, la presenza di Free Cash Flow, il multiplo P/E attuale rispetto ai valori degli ultimi  anni, un indice finanziario ed altro (che illustrerò a selezione conclusa dopo la pubblicazione delle trimestrali).
Analizzo poi i grafici delle azioni reduci dalla ferrea selezione e decido di acquistare quelle che presentano una situazione favorevole ad un rialzo dei corsi dal punto di vista prettamente tecnico.
Il metodo prevede una revisione su base trimestrale e la vendita dei titoli la cui forza relativa è scesa sotto il livello di 80. I “nuovi” titoli entrati a far parte della selezione vengono ovviamente sottoposti all’analisi con i criteri fondamentali esposti.

Alla prossima…
  

martedì 1 febbraio 2011

SanDisk punita dal mercato – analisi dei dati dell’ultima trimestrale

Lo scorso venerdì 28 gennaio, dopo l’anticipazione dei dati sull’ultimo trimestre del 2010,  il titolo della società SanDisk (SNDK) è stato punito fortemente dal mercato con un ribasso di quasi il 9% in una sola seduta.
Ho preparato “al volo” una check list che riassume i principali dati rilevati nell’ultimo trimestre, evidenziando le variazioni rispetto al trimestre precedente e sugli ultimi 12 mesi .
Nota: per gli EPS ho indicato il dato Non-Gaap che in questo caso considero più conservativo poichè non tiene conto di benefici fiscali straordinari.
Sui 12 mesi i dati sono molto positivi: fatturato in crescita del 35%, gross margin di tutto rispetto, al 47% ed in crescita. Free cash flow ampiamente positivo ed in aumento rispetto allo stesso periodo del 2009 e FCF yeld, quasi al 12%, confermano che l’azienda è in grado di generare flussi di cassa elevati.
Delude invece il dato sugli Account Receivables (i crediti) che crescono di quasi il 57% a fronte di un incremento inferiore del fatturato (35%).

Dal confronto con il trimestre precedente (Q3 2010) ne esce invece un quadro a tinte più “fosche”, con un evidente rallentamento della crescita.
Bene il fatturato in salita del 7%. Deludono invece tutti gli altri indici.

Interessante a mio avviso concentrare l’attenzione su due dati in particolare: il Gross Margin e la variazione degli Account Receivables.
I titoli del settore “data storage” (vedi anche Seagate e Western Digital) sono particolarmente sensibili alle dinamiche domanda-offerta e soprattutto all’andamento dei prezzi del prodotto sul mercato. E’ infatti un settore sicuramente in crescita (legato al trend dei Tablet, smartphone, ecc…nel caso delle SSD), ma molto competitivo e ogni pressione sui prezzi influenza sensibilmente i conti economici delle aziende produttrici.
Gli stessi vertici di SanDisk hanno comunicato che nell’ultimo trimestre 2010 il prezzo medio per Gigabyte delle unità di memoria ha segnato un -15% rispetto al trimestre precedente ed un -30% su base annuale (!!).
Da qui la discesa del gross margin, pari al 43,4% nell’ultimo trimestre, contro un 52% del trimestre precedente e le stime degli analisti che si aspettavano un margine del 45,2%.

In secondo luogo gli Account Receivables, ovvero i “nostri” crediti verso clienti.
E’ un parametro su cui pongo grande attenzione poiché rientra tra quei segnali di allarme che è bene monitorare tra le pieghe dei bilanci (in questo caso il cash flow statement).
Infatti un aumento dei crediti superiore all’aumento del fatturato (ovviamente nello stesso periodo) può essere sintomo di due situazioni negative: in entrambi i casi l’azienda ha l’obiettivo di incrementare il dato sul fatturato in un determinato periodo e, per fare questo, può concedere ai clienti dilazioni di pagamento troppo “generose” (da cui l’aumento dei crediti più che proporzionale rispetto al fatturato) oppure “gonfiare” il fatturato anticipando le vendite (che in realtà vanno ad aumentare i crediti e non la “cassa”).
Nel caso di SanDisk un articolo pubblicato su Motley Fool rileva un aumento di circa il 27%, mentre le mie analisi evidenziano un aumento degli Account Receivables dell’8% su base trimestrale e del 57% su base 12 mesi, in ogni caso superiore al relativo incremento di fatturato.
Nell’ultima riga ho sintetizzato il tutto attribuendo un “punteggio” che riassume la percentuale di risultati positivi (“+”) sul totale dei parametri rilevati.

Vediamo i multipli di mercato e di redditività alla luce degli ultimi dati:


 -Indici di redditività ancora molto interessanti (ROE al 22,7% e ROA al 14,90%) entrambi ben superiori alle medie storiche.
- P/E ratio pari a 10, secondo me molto allettante per il settore growth nel quale opera SanDisk e giustificato soltanto da basse prospettive di crescita.
- P/FCF pari a 8,3 (idem come sopra)
- Anche la situazione finanziaria rimane solida con un Current Ratio di 4,2 ed un Quick Ratio di 3,6.

Il titolo ha corso molto durante il 2010 con una performance di oltre il 70%.
Probabilmente i dati deludenti dell’ultimo trimestre hanno spinto gli operatori prendere beneficio dei cospicui guadagni realizzati.
Rimane un titolo che seguirò da vicino, con particolare attenzione alle dinamiche del fatturato e dei margini reddituali.

Articoli interessanti su SanDisk:

Alla prossima...



mercoledì 19 gennaio 2011

P/E ratio della borsa americana e la “Regola del 20”

Nei primi giorni di questo 2011 mi sono dilettato, in cerca di qualche spunto, nella lettura della mini-guida Come investire nel 2001, allegata al Corriere.
A parte la consueta sfilata di previsioni sulle varie asset class (che in post successivi proporrò in pillole) ho trovato un breve cenno ad una regola, a me sconosciuta, che farà la gioia degli amanti dei sistemi di investimento “automatici” (in questo caso in ambito approccio “fondamentale” e non “tecnico”). Si tratta della cosiddetta “Regola del 20, ovvero investire in borsa (intesa qui come mercato azionario) quando la somma del P/E  e dell’inflazione è al di sotto della soglia, appunto, di 20.
Facile no?
Vediamo allora un po’ di dati: il P/E dell’indice SP500, calcolato sugli utili ormai definitivi del 2010, è pari a circa 15 , mentre il tasso di inflazione (variazione annuale indice CPI Usa) calcolata in dicembre 2010 è pari a 1,49%.

CPI (annual variation %) - Fonte: multpl.com
Direi che siamo ben al di sotto della fatidica soglia…dunque…ancora LONG?

Approfondiamo la ricerca con un dato che mi piace di più del P/E ratio più diffuso, calcolato sugli ultimi dati di profitto disponibili. Si tratta del “P/E 10 ovvero del rapporto tra prezzo del titolo (in questo caso il valore dell’indice) e la media degli utili degli ultimi 10 anni, depurati dall’inflazione.

P/E 10 - Fonte: multpl.com
La visione cambia profondamente. Da una situazione di potenziale sottovalutazione (o “convenienza” dei prezzi dei corsi azionari) rilevata anche dal valore del P/E inferiore alla media storica di 18, si passa ad un quadro in cui gli attuali prezzi non sembrano poi così “ a saldo”, visto che il valore del P/E 10, pari a 23.56 è superiore ( di oltre il 40%!!) alla sua media storica che è di 16.39 (vedi dati sotto).
Current S&P 500 PE Ratio: 23.56 -0.16 (-0.65%)
Mean: 16.39 

Median: 15.77 

Min: 4.78 (Dec 1920)
Max: 44.20 (Dec 1999)


(Fonte: multpl.com)

Ovviamente analizzare gli indici lascia il tempo il tempo che trova, visto poi che all’interno degli stessi ogni titolo ha una storia a se stante, ma personalmente mi piace ogni tanto far cadere l’occhio su questi dati che sono utili per aver una visione di insieme, soprattutto dopo che le borse hanno “galoppato” un bel po’.  
Alla prossima con altri spunti per il 2011...