Ogni volta che i mercati correggono e sento parlare di "crolli", penso ad alcuni titoli.
Uno di questi è ENI.
E' vero, il titolo non è certamente il preferito di speculatori o trader aggressivi, ma è comunque interessante da valutare con un'ottica diversa.
Nello schema sotto trovi il dividendo per azione staccato da ENI dal 2001 ad oggi, il prezzo medio annuale del petrolio, i valori massimi, minimi e medi ed il relativo Dividend/Yeld calcolato sul prezzo di chiusura al 7 gennaio 2016.
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- Il valore unitario del dividendo distribuito da ENI è correlato al prezzo del petrolio (indice di correlazione 0.74). Anche dal grafico è evidente il legame tra le due variabili: a prezzi del petrolio più alti, corrispondono cedole più generose e viceversa
- La redditività (e non il rendimento, che è cosa diversa) del titolo si conferma interessante ed elevata anche in situazioni di "debolezza" del petrolio. Il dividendo più basso del periodo osservato (15 anni), pari ad € 0,75 per azione, è stato staccato nel triennio 2001-2003, con un prezzo del petrolio tra 23 e 28 dollari/barile. Anche nell'ipotesi di una revisione futura al ribasso del dividendo, per adeguarlo alla discesa dell'Oil, considerando l'ultimo prezzo del titolo al 7 gennaio 2016 (€ 12,7) il dividend yeld sarebbe comunque pari a 5.9%.Considerando invece la cedola media e massima nel periodo selezionato, avremmo un dividend yeld rispettivamente pari a 8% e 10%.
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Fonte: Eni.com |
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Alla prossima...
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