"Fare previsioni è difficile. Soprattutto se riguardano il futuro."
(Niels Bohr, premio Nobel per la fisica)

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venerdì 11 marzo 2016

Apple é sottovalutata?

Prima di tutto...leggi il Disclaimer! 

Pare che Apple rimanga uno dei titoli preferiti dai "big investors", i gestori di fondi.

Considerando i multipli EV/EBITDA e EV/FCF (repporto tra valore d'impresa/utile della gestione caratteristica e valore d'impresa/flusso di cassa disponibile) Apple è stata così sottovalutata soltanto 3 volte in passato:

lunedì 25 febbraio 2013

Bonds Rally e declino dell'azionario?

Prima di tutto...leggi il Disclaimer!

Certo non è facile in questi giorni ignorare le notizie più disparate (o forse "disperate" guardando alle elezioni italiane?) e concentrarsi sui grafici, che come sempre dovrebbero essere la sola ed unica bussola dell'analista tecnico...

Sta terminando una giornata piuttosto nervosa e sui grafici si sono formate candele piuttosto anomale e, per quanto mi riguarda, assolutamente "intradabili"...

Allargando lo sguardo a charts di più ampio respiro si possono però notare formazioni con possibili implicazioni che vale la pena seguire...ed il buon Kimble, come spesso accade, ci aiuta ad interpretare...


Alla prossima...


venerdì 25 gennaio 2013

Ancora su Apple, analisi tecnica

Prima di tutto...leggi il Disclaimer!

Immagino la soddisfazione di questo analista tecnico che, in un dettagliato post dell'ottobre 2012, giá chiamava il possibile top del titolo Apple, ancora a quota 640$ circa...
Vale la pena leggere l'articolo che, più che un post, é una vera lezione di analisi grafica...

P.s. Questo é il primo articolo che posto da Ipad....non ne garantisco la qualitá, ma spero sia leggibile


http://blogs.stockcharts.com/canada/2012/10/the-apple-starts-to-soften-.html

Alla prossima...

giovedì 24 gennaio 2013

Target Price da brivido per Apple

Prima di tutto...leggi il Disclaimer!

Il titolo Apple si trova ora in una fase di correzione, dopo una corsa che sembrava non finire mai...
Si sprecano le analisi sul titolo, dai più ottimisti a quelli che vedono "nero", considerando la discesa in corso soltanto come un amaro antipasto di un ridimensionamento destinato a durare a lungo.

Nella squadra dei pessimisti, ho trovato interessanti le considerazioni di EconMatters, che tra l'altro si sbilancia con un target price davvero impressionante...

Qui trovi l'articolo completo (se non leggi l'inglese, c'è sempre Google Translator...)

Alla prossima...


lunedì 23 gennaio 2012

Azioni Usa a prezzi di saldo

Ogni tanto può essere interessante leggere le ottimistiche opinioni degli analisti, soprattutto quando si sbilanciano in previsioni tanto ambiziose...
Ecco alcuni spunti tratti da un articolo pubblicato oggi su Yahoo Finance

- le azioni Usa trattano ai livelli più bassi dal 1990, secondo i parametri fondamentali più comuni come P/Utili, P/Book Value e Dividend Yield
- il P/E ratio dell'indice Sp500 è attualmente pari a 13, valore più basso dal 1990 e sotto la media storica di 15
- il P/Book Value è a 2.05, valore più basso della media storica calcolata dalla fine degli anni settanta. Per raggiungere lo stesso ratio l'indice Sp500 dovrebbe raggiungere quota 1.491 (!!)
- per raggiungere la media storica del Dividend Yeld l'indice Sp500 dovrebbe raggiungere almeno quota 1.400
- alla fine del 2011 l'indice Sp500 aveva un Dividend Yield superiore del 13% al rendimento del Treasury 10 anni. Per trovare un rendimento dell'indice superiore a quello dei 10-Year Treasury dobbiamo tornare a prima del 1960...

Leggi l'articolo intero:

Alla prossima...



giovedì 29 dicembre 2011

Perchè il mercato continua ad ignorare Microsoft

Incubo dei "fondamentalisti", Microsoft continua ad essere ignorata dal mercato...
Perchè un titolo con un rating a tripla A, dividend yeld al 3%, una cassa netta pari a 47 miliardi di dollari (!!) ed un P/E di 9.5 sulle stime di utili per il 2012 continua e rimanere sostanzialmente fermo?
Le valutazioni di mercato trascurano il passato e sono quasi esclusivamente proiettate sulle aspettative future di utili.
Questo articolo su Seeking Alpha illustra nel dettaglio le ragioni per cui è meglio evitare Microsoft e spiega come e quando potremmo prenderla in considerazione per un "buy".

Alla prossima....

venerdì 15 aprile 2011

Come guadagnare con gli SmartPhone


Eh, eh…so già che questo titolo mi porterà una valanga di traffico de-targetizzato (questa è per gli amanti della Seo…).

A parte gli scherzi, dopo mesi nei quali ho spulciato bilanci per scovare i migliori candidati dell mio prossimo “portafoglio tecnologico”,  ho trovato questo nuovo ETF (quotato in Dollari Usa) che offre la possibilità di investire in società coinvolte nell’inarrestabile business degli SmartPhone (li conoscete, vero?).


Il First Trust NASDAQ CEA Smartphone Idx (FONE) replica passivamente (nel più classico Etf style…) l’indice NASDAQ OMX CEA Smartphone.
Ecco la overview dell’indice, tratta direttamente dal sito Nasdaq OMX:
The NASDAQ OMX CEA Smartphone Index is designed to track the performance of companies engaged in the Smartphone segment of the telecom and technology sectors. The Index includes companies primarily involved in the building and design of handsets, hardware, software, and mobile networks associated with the development, sale, and usage of Smartphone’s. A Smartphone is defined as a wireless, mobile communication device offering advanced capabilities and functionalities, including web access, through the use of an identifiable operating system.”
L’indice opera un’ulteriore selezione all’interno del settore della Tecnologia e Telecomunicazioni, concentrandosi su aziende  che sono coinvolte nel segmento degli SmartPhone; si tratta quindi di produttori di apparecchi, di sviluppatori dei relativi software, componenti hardware, gestori di Reti e più in generale di aziende che svolgono tutte le attività correlate allo sviluppo, la vendita e l’utilizzo degli SmartPhone.
L’indice è di tipo “globale” con le aziende Usa rappresentate al 45% circa, seguite da quelle di Taiwan (11%) e Giappone (9%). La capitalizzazione delle aziende deve essere superiore a 250 milioni di $ e la media a 3 mesi dei volumi trattati quotidianamente deve essere pari almeno ad un milione di $ (vedi dettagli dell'ETF sul sito dell'emittente First Trust).
Pur trattandosi di un paniere molto specifico, non mancano le differenze nella lista dei titoli che lo compongono. Si trovano infatti noti produttori quali Htc Corp., LG Electronics, Research in Motion, mentre non manca una rappresentanza nel settore semiconduttori (Micron Technology, Stm, Arm Holdings, ecc…) ed un po’ a sorpresa non sfuggono titoli più tradizionali e maturi come Deutsche Telecom, France Telecom, Verizon e Telecom Italia (!).
Può essere uno strumento interessante per chi vuole un’esposizione in un settore che senza dubbio è soltanto all’inizio del previsto boom e non vuole rischiare la concentrazione su singoli titoli (o magari non ne vuole sapere di analizzare chilometri di bilanci e dati economici….).
L’orizzonte temporale di riferimento è sicuramente il lungo periodo e la rischiosità si può considerare medio-alta.
Insomma non è materiale per “cuori leggeri”, ma può riservare delle belle soddisfazioni  ai più coraggiosi e pazienti…

Quasi quasi inizio a liquidare lo short sull’obbligazionario (XSGL.MI) e celebro il mio ingresso nel mondo virtuale (perché nella realtà ne ho già uno---vedi foto in alto) degli SmartPhone

Alla prossima…


mercoledì 16 febbraio 2011

HANSEN NATURAL CORP – Un’ azione indispensabile

Pochi giorni fa avevo pubblicato uno screening momentum sui titoli USA del settore “Food & Beverage”. Casualmente ho letto proprio ieri un’intervista al gestore Rajiv Jain , della quale mi ha colpito in particolare questa affermazione:
«Nei prossimi anni guadagnerà in borsa soprattutto chi acquisterà titoli di aziende che producono cose che si possono bere, mangiare, fumare, tenere nel bagno o utilizzare per il tempo libero».
Questa conferma capita proprio nel momento in cui sto cercando possibili “market beaters” in settori difensivi e con prodotti indispensabili.
L’attuale trend dei mercati non mi convince perché non è nient’altro che la più ovvia conseguenza della mancanza di alternative redditizie e l’effetto più visibile dell’immissione di “fake money”. 
Non vorrei star fuori dal mercato, ma cerco di difendermi
Un titolo che mi piace particolarmente è Hansen Natural Corporation (HANS), attiva nello sviluppo, distribuzione e vendita di bevande analcoliche quali succhi di frutta, bevande multivitaminiche, energy drinks, ecc… 
Vediamo un po’ di numeri attraverso questa tabella che riassume i dati essenziali ed attribuisce un punteggio di valutazione finale (rating):

Tutti dati sono riferiti all’ultimo trimestre disponibile (settembre 2010).
Nota del 20 febbraio 2011 - Ho inserito un prospetto che tiene conto anche dei parametri Dividend Yeld% e "sostenibilità dividendi". 

Redditività sia storica che trailing molto interessante con ROE al 33% e ROA al 24%.
Tasso di crescita degli utili negli ultimi 5 anni del 59% ed ulteriore crescita del 17% rilevata nell’ultimo trimestre, anno su anno.
Anche le stime confermano le prospettive di crescita degli utili sia per l’anno corrente che a lungo termine (18% e 9,6% rispettivamente).
Situazione patrimoniale e finanziaria molto solida: LT Debt/Equity praticamente a zero, Current Ratio pari a 6 (!!) e FCF positivo.

Il titolo non si può definire sottovalutato (perché speriamo ancora di trovare un titolo vincente & sottovalutato?...): P/E attuale a 24,5 e P/E forward a 20,75, non da “bargain” ma giustificati da un ROE (netto) molto elevato.
PEG di 1,36 sulla stima degli utili per l’anno in corso e pari a 0,41 sulla crescita degli utili passati (più affidabili perché reali e non influenzati dagli umori degli analisti).
FCF yeld% non esaltante ed inferiore al tasso “risk free”.
Rating complessivo pari a 0,75 (massimo “1”).
La performance di circa +40% nell’ultimo anno fa rientrare questo titolo anche tra quelli selezionati con criteri momentum (vedi articolo "Selezione azioni Food & Beverage Usa").
In conclusione:
Hansen Natural Corporation mi piace perché fa parte di un settore stabile, vende prodotti “indispensabili”, poco influenzati dal ciclo economico e “trendy”.
Ha alle spalle tassi di crescita di utili e fatturato a due cifre e prospettive (stime) positive per il futuro, situazione finanziaria solida, redditività eccellente e multipli ancora sostenibili.
Da seguire.

Alla prossima…


mercoledì 9 febbraio 2011

Selezione azioni “Food & Beverage” Usa

Vi propongo il risultato di  uno stock screening effettuato attraverso un mix di criteri fondamentali e di momentum. I titoli che hanno superato questa prima prova saranno poi ulteriormente filtrati applicando criteri prettamente di tipo fondamentale ed in particolare di crescita in termini di utili su più orizzonti temporali, senza dimenticare i multipli di mercato (un adattamento del noto metodo Canslim…)
Proporrò i risultati definitivi successivamente all’analisi che effettuerò dopo l’uscita delle ultime trimestrali.
Ecco intanto i risultati del primo screening ed i criteri adottati (dati rilevati all’8/02/2011):

Symbol
Company Name
SAM
Boston Beer Company, Inc.
BCPC
Balchem Corporation
HANS
Hansen Natural Corporation
BG
Bunge, Ltd.
ABV
AmBev

Settore: Food & Beverage Usa
LT debt to equity ratio (debito a lungo termine/patrimonio netto)<= 0,55
Revenue Growth Rate last 3yr (crescita fatturato ultimi 3 anni) >0
EPS Growth Rate last 3 yr (crescita utili ultimi 3 anni) >0
26 week price change% (variazione % prezzo a 26 settimane): valore assoluto

Ordino i titoli ottenuti secondo la variazione percentuale del prezzo rilevata nel periodo scelto ed a ciascuno assegno un numero progressivo (Rank).
Calcolo la Forza Relativa di ciascun titolo attraverso questa formula:
Forza Relativa= (Rank/N.Titoli)x100
Ottengo quindi una numerazione con base “100” e seleziono soltanto i titoli che si trovano nei primi due centili (forza relativa maggiore o uguale di 80).
La lista ottenuta è la base per passare alla fase successiva nella quale scendo nel dettaglio ed analizzo la crescita degli utili, la presenza di Free Cash Flow, il multiplo P/E attuale rispetto ai valori degli ultimi  anni, un indice finanziario ed altro (che illustrerò a selezione conclusa dopo la pubblicazione delle trimestrali).
Analizzo poi i grafici delle azioni reduci dalla ferrea selezione e decido di acquistare quelle che presentano una situazione favorevole ad un rialzo dei corsi dal punto di vista prettamente tecnico.
Il metodo prevede una revisione su base trimestrale e la vendita dei titoli la cui forza relativa è scesa sotto il livello di 80. I “nuovi” titoli entrati a far parte della selezione vengono ovviamente sottoposti all’analisi con i criteri fondamentali esposti.

Alla prossima…
  

martedì 1 febbraio 2011

SanDisk punita dal mercato – analisi dei dati dell’ultima trimestrale

Lo scorso venerdì 28 gennaio, dopo l’anticipazione dei dati sull’ultimo trimestre del 2010,  il titolo della società SanDisk (SNDK) è stato punito fortemente dal mercato con un ribasso di quasi il 9% in una sola seduta.
Ho preparato “al volo” una check list che riassume i principali dati rilevati nell’ultimo trimestre, evidenziando le variazioni rispetto al trimestre precedente e sugli ultimi 12 mesi .
Nota: per gli EPS ho indicato il dato Non-Gaap che in questo caso considero più conservativo poichè non tiene conto di benefici fiscali straordinari.
Sui 12 mesi i dati sono molto positivi: fatturato in crescita del 35%, gross margin di tutto rispetto, al 47% ed in crescita. Free cash flow ampiamente positivo ed in aumento rispetto allo stesso periodo del 2009 e FCF yeld, quasi al 12%, confermano che l’azienda è in grado di generare flussi di cassa elevati.
Delude invece il dato sugli Account Receivables (i crediti) che crescono di quasi il 57% a fronte di un incremento inferiore del fatturato (35%).

Dal confronto con il trimestre precedente (Q3 2010) ne esce invece un quadro a tinte più “fosche”, con un evidente rallentamento della crescita.
Bene il fatturato in salita del 7%. Deludono invece tutti gli altri indici.

Interessante a mio avviso concentrare l’attenzione su due dati in particolare: il Gross Margin e la variazione degli Account Receivables.
I titoli del settore “data storage” (vedi anche Seagate e Western Digital) sono particolarmente sensibili alle dinamiche domanda-offerta e soprattutto all’andamento dei prezzi del prodotto sul mercato. E’ infatti un settore sicuramente in crescita (legato al trend dei Tablet, smartphone, ecc…nel caso delle SSD), ma molto competitivo e ogni pressione sui prezzi influenza sensibilmente i conti economici delle aziende produttrici.
Gli stessi vertici di SanDisk hanno comunicato che nell’ultimo trimestre 2010 il prezzo medio per Gigabyte delle unità di memoria ha segnato un -15% rispetto al trimestre precedente ed un -30% su base annuale (!!).
Da qui la discesa del gross margin, pari al 43,4% nell’ultimo trimestre, contro un 52% del trimestre precedente e le stime degli analisti che si aspettavano un margine del 45,2%.

In secondo luogo gli Account Receivables, ovvero i “nostri” crediti verso clienti.
E’ un parametro su cui pongo grande attenzione poiché rientra tra quei segnali di allarme che è bene monitorare tra le pieghe dei bilanci (in questo caso il cash flow statement).
Infatti un aumento dei crediti superiore all’aumento del fatturato (ovviamente nello stesso periodo) può essere sintomo di due situazioni negative: in entrambi i casi l’azienda ha l’obiettivo di incrementare il dato sul fatturato in un determinato periodo e, per fare questo, può concedere ai clienti dilazioni di pagamento troppo “generose” (da cui l’aumento dei crediti più che proporzionale rispetto al fatturato) oppure “gonfiare” il fatturato anticipando le vendite (che in realtà vanno ad aumentare i crediti e non la “cassa”).
Nel caso di SanDisk un articolo pubblicato su Motley Fool rileva un aumento di circa il 27%, mentre le mie analisi evidenziano un aumento degli Account Receivables dell’8% su base trimestrale e del 57% su base 12 mesi, in ogni caso superiore al relativo incremento di fatturato.
Nell’ultima riga ho sintetizzato il tutto attribuendo un “punteggio” che riassume la percentuale di risultati positivi (“+”) sul totale dei parametri rilevati.

Vediamo i multipli di mercato e di redditività alla luce degli ultimi dati:


 -Indici di redditività ancora molto interessanti (ROE al 22,7% e ROA al 14,90%) entrambi ben superiori alle medie storiche.
- P/E ratio pari a 10, secondo me molto allettante per il settore growth nel quale opera SanDisk e giustificato soltanto da basse prospettive di crescita.
- P/FCF pari a 8,3 (idem come sopra)
- Anche la situazione finanziaria rimane solida con un Current Ratio di 4,2 ed un Quick Ratio di 3,6.

Il titolo ha corso molto durante il 2010 con una performance di oltre il 70%.
Probabilmente i dati deludenti dell’ultimo trimestre hanno spinto gli operatori prendere beneficio dei cospicui guadagni realizzati.
Rimane un titolo che seguirò da vicino, con particolare attenzione alle dinamiche del fatturato e dei margini reddituali.

Articoli interessanti su SanDisk:

Alla prossima...