"Fare previsioni è difficile. Soprattutto se riguardano il futuro."
(Niels Bohr, premio Nobel per la fisica)

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domenica 28 ottobre 2012

Oro e Dollar Index: analisi grafica e Ichimoku

Prima di tutto...leggi il Disclaimer!

Quando penso all'oro mi viene sempre in mente quello che un amico (trader nel forex) mi ha detto una sera di qualche mese fa, durante un aperitivo:"Io ho comprato oro perché negli ultimi anni ha sempre registrato una performance positiva nei 12 mesi...e se dovesse confermarsi anche quest'anno...ci sarebbero spazi per un bel guadagno!". Altro che analisi tecnica, ciclica, intermarket, fondamentale e macroeconomica...pura e semplice statistica applicata alla finanza, ed intanto il metallo giallo in quei giorni quotava circa $1.600...forse avrei dovuto ascoltarlo ;) .

A parte questo, ho notato proprio oggi un interessante punto di correlazione tra Oro spot e Dollar Index: il primo è arrivato sul supporto in area $1.700 (livello 38.2% di Fibonacci) con prezzi sopra la Kumo Cloud e bullish Kumo Twist sul weekly; il Dollar Index trova la resistenza a 80.30 e media mobile a 10 settimane. Tra l'altro il mese di Novembre è tra i più positivi per le quotazioni dell'oro, mentre le importazioni di oro della Cina hanno raggiunto un nuovo record con previsioni di incremento anche per il 4Q 2012 (alla fine del post ti segnalo un articolo che devi leggere al riguardo).
Ecco i due grafici:

Grafico Gold Spot weekly
Us Dollar index weekly

Come promesso... la lettura del giorno: "ORO: il barometro settimanale" su Intermarket and More

Alla prossima...


martedì 23 ottobre 2012

Test delle resistenze per Eur/Usd e Dow Jones...

Prima di tutto...leggi il Disclaimer!

Vi consiglio di fare attenzione a questi grafici ed ai relativi commenti, perchè Kimble, con i suoi pattern grafici, sbaglia raramente...



Dow Jones sulla fascia alta del canale rialzista "ultradecennale" ed Euro/Dollaro sul top del canale ribassista e ritracciamento di Fibonacci (come peraltro già segnalato da me nel post "L'Euro rivede i massimi di settembre").

Alla prossima...

mercoledì 17 ottobre 2012

L'Euro rivede i massimi di settembre

Prima di tutto...leggi il Disclaimer!

Sono sempre più convinto che l'analisi tecnica e grafica non possa più prescindere da una visione  intermarket a da un'osservazionei attenta del mercato delle valute (Forex).
La correlazione tra Eur/Usd ed indici azionari (in particolare l'americano Sp500) è evidente soprattutto negli ultimi mesi. A questo proposito tengo sotto osservazione i cambi Eur/Usd ed Eur/Jpy (oltre ad ovviamente l'andamento di valute importanti come Nzd,Aud e Cad...che però analizzerò magari in un'altra occasione). 
E' scattato un alert sul grafico Euro/Dollaro (sotto il settimanale) che, dopo una correzione in area 1.2750 e sulla media mobile a 40 settimane (supporto perfetto in questo caso...), ha formato una candela con lower shadow pronunciata e adesso sta attaccando i precedenti massimi di settembre (in area 1.3150) corrispondenti anche al ritracciamento del 38.2% di Fibonacci.
Sarà interessante vedere la chiusura settimanale e la reazione del cambio in questa area cruciale di prezzi...nuovi massimi degli indici od inizio della tanto attesa correzione?


Alla prossima...



martedì 14 agosto 2012

Volatilità sui minimi e Dow Jones

Prima di tutto...leggi il Disclaimer!

Fa sempre piacere trovare conferme da chi "ne sa più di me" in tema di analisi tecnica/grafica dei mercati.
Ieri avevo notato la correlazione tra $VIX sui minimi e SP500 vicino ai precedenti massimi ("
Volatilità $Vix sui minimi. C'è da fidarsi?") e proprio oggi il noto Chris Kimble segnala sul suo blog  la corrispondenza tra Dow Jones su resistenze "ultra-decennali", con cuneo ribassista in formazione..e "Fear Levels" (espresso dall'indice VXN) sui minimi da quattro anni!



Alla prossima...

lunedì 13 agosto 2012

Volatilità $Vix sui minimi. C'è da fidarsi?

Prima di tutto...leggi il Disclaimer!

L'indice Vix, espressione della volatilità, ritorna (pericolosamente) sui minimi dello scorso Aprile, in area 14.5; e pensare che nell'agosto 2011 fu raggiunto il picco in area 47.5 (+220% circa dai minimi attuali)!

Ho messo a confronto il grafico del Vix con l'indice di riferimento Sp500, evidenziando con linee verticali i punti di minimo e massimo del vix , i massimi precedenti ed il riferimento attuale dell'indice americano.
Il livello di volatilità attuale coincide con quello dello scorso aprile, dove lo Sp500 ha generato il massimo ancora non violato ed ha iniziato una profonda correzione.
Insomma...si inizia a ballare di nuovo?




Alla prossima...

venerdì 11 maggio 2012

Attenzione al ratio AUD/USD

Spunto interessante (per gli short...) dal blog di Chris Kimble, che non trascura mai le correlazioni degli indici azionari con i trend dei cross valutari, ormai strumento indispensabile per chi voglia affrontare seriamente l'analisi tecnica e quantitativa.
Occhio ai grafici proposti con il ratio Aud/Usd che rompe i supporti e lascia presagire quotazioni decrescenti per l'indice di riferimento Sp500.

Alla prossima...


sabato 5 marzo 2011

Incremento dei tassi e correlazione con l’indice Dow Jones

Dal consiglio BCE della scorsa settimana è emersa una (sorprendente?) volontà di attuare una graduale politica monetaria restrittiva, con un probabile rialzo del costo del denaro di 25 bp già nel prossimo mese di aprile. 

Scontate le reazioni a caldo dell’Euribor e dei listini azionari, già condizionati quest’ultimi dagli eventi in atto in Africa e la conseguente tensione sui prezzi del petrolio.
Ma a parte queste “scosse” causate dall’effetto sorpresa delle dichiarazioni di Trichet, un eventuale aumento, graduale, dei tassi deve farci preoccupare davvero per le sorti dei mercati azionari?
Riporto di seguito una rielaborazione dei risultati di questo studio, condotto da Timothy Hayes, che evidenzia la correlazione fra incremento dei tassi negli Stati Uniti e la variazione % dell’indice Dow Jones Industrial Average. Lo serie storica di dati è particolarmente significativa (dal 21 dicembre 1917 al 14 marzo 2000).


Alcune considerazioni:
-         Il 1° incremento dei tassi sembra non avere nessuna ripercussione sull’indice americano, sia nel breve che nel lungo periodo (252 giorni – circa un anno “borsistico”).
-         I primi effetti si notano nei 63 giorni successivi al 2° incremento, con la performance dell’indice azionario che per la prima volta diventa negativa.
-         La svolta si ha invece a partire dal 126esimo giorno successivo al 4° incremento dei tassi; la tabella evidenzia infatti che dal quel momento i valori azionari diventano ben più sensibili alle politiche restrittive della banche centrali. Probabilmente i mercati interpretano i massicci interventi delle banche centrali come il primo segnale del picco della fase di espansione economica ed iniziano a “scontare” la successiva fase di contrazione.

Superati questi giorni di disorientamento ed emotività dei mercati, è probabile che non siano i prossimi eventuali rialzi dei tassi (che verosimilmente saranno molto graduali e dilatati nel tempo) a condizionare  negativamente l’andamento dell’azionario.

Dal mio punto di vista è più preoccupante il persistente trend rialzista delle materie prime ed in particolare del greggio, fattori che possono incidere direttamente sugli utili aziendali e che anzi un “saggio” rialzo dei tassi potrebbe contribuire a frenare, almeno temporaneamente (niente e nessuno può fermare i prezzi in un mercato, quelle delle materie prime agricole/alimentari, caratterizzato da offerta instabile e domanda in progressivo e continuo aumento…).

Alla prossima…